Macerie edili: dal cantiere al futuro dell’edilizia

Ogni anno in Europa si producono centinaia di milioni di tonnellate di rifiuti da costruzione e demolizione. Ma cosa succede davvero a quel cumulo di mattoni, calcestruzzo e polvere?

Ogni volta che si effettuano dei lavori di ristrutturazione tutto ciò che rimane sono macerie ma dietro di queste si nasconde una storia di materiali che, se gestiti correttamente, offrono nuove possibilità.

Il percorso dei rifiuti da costruzione e demolizione inizia sul cantiere, e qui si gioca buona parte della partita. Una corretta separazione dei materiali in fase di demolizione è il primo, fondamentale passo che determina tutto ciò che avviene dopo.

Il percorso delle macerie edili: dalla demolizione al riutilizzo

  1. Raccolta e cernita in cantiere

I materiali demoliti vengono separati in categorie: calcestruzzo e laterizi, metalli, legno, materiali misti. La qualità della cernita determina il valore del materiale recuperabile.

  1. Trasporto a impianti autorizzati

Le macerie vengono caricate e condotte a centri di trattamento o recupero autorizzati (ex art. 208 D.Lgs 152/2006). Il trasporto richiede il formulario di identificazione rifiuti (FIR).

  1. Trattamento e frantumazione

Gli impianti triturano calcestruzzo e mattoni con frantumatori a mascelle o a impatto, separando le frazioni metalliche con magneti industriali e vagliando le pezzature ottenute.

macerie edili prodotte a seguito di una ristrutturazione
tubo per aspirazione macerie edili all'interno di un palazzo in ristrutturazione
cumulo di macerie edili prodotte da una ristrutturazione in un palazzo
  1. Classificazione: rifiuto o end-of-waste?

Se il materiale trattato rispetta i criteri del Regolamento (UE) n. 179/2012 e del D.M. 152/2022, cessa di essere rifiuto e diventa aggregato riciclato, liberamente commercializzabile.

  1. Reimmissione nel ciclo produttivo

L’aggregato riciclato viene utilizzato come sottofondo stradale, rilevato, calcestruzzo di minor pregio o miscele per sottofondi. I metalli vanno alle fonderie. Il legno a biomassa o pannelli.

La normativa italiana, in linea con la Direttiva Europea sui rifiuti, distingue con precisione tra smaltimento in discarica e recupero dei materiali. L’obiettivo del 70% di recupero dei rifiuti C&D era da raggiungere già entro il 2020, e le statistiche ufficiali ISPRA indicano che l’Italia lo ha superato: nel 2023 il tasso dichiarato si attesta all’81%.

Un risultato positivo, ma da leggere con cautela: i dati escludono le imprese con meno di 10 dipendenti e i cantieri di piccola scala, dove secondo Legambiente il ricorso alla discarica rimane ancora molto diffuso.

Il divario è soprattutto geografico: il Nord gestisce oltre il 57% del totale nazionale dei rifiuti C&D, mentre il Sud fatica a costruire una filiera del riciclo strutturata e trasparente.

Dove finiscono concretamente: i numeri del recupero

I calcinacci e i detriti di demolizione, la categoria di macerie più comune nei cantieri di ristrutturazione, sono composti prevalentemente da malte, intonaci, laterizi e frammenti di calcestruzzo. Una volta frantumati e vagliati, questi materiali possono essere riutilizzati come sottofondo per pavimentazioni o materiale di riempimento. Il ciclo si chiude, ma solo se esiste una filiera organizzata in grado di supportare questo processo.

La sfida più grande oggi non è tecnologica ma logistica e culturale. Troppo spesso manca il collegamento diretto tra il cantiere che produce le macerie e l’impianto che le può trasformare. Ed è esattamente questo gap che le imprese edili lungimiranti stanno cercando di colmare.

NOVITÀ IN ARRIVO

Il nostro nuovo servizio di recupero calcinacci

Siamo convinti che ogni cantiere debba poter contribuire attivamente alla transizione verso un’edilizia più responsabile. Per questo, a breve lanceremo il nostro servizio dedicato al recupero dei calcinacci: un’iniziativa concreta che ci permetterà di operare con materiali riciclabili di qualità, ridurre il conferimento in discarica e costruire, letteralmente, il futuro con ciò che il passato ha lasciato.

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